Il Fondatore

Profilo biografico di San Lodovico Pavoni

San Lodovico Pavoni nacque a Brescia l'11 settembre 1784, primo di cinque figli del nob. Alessandro e della nob. Lelia Poncarali.

Visse in un'epoca caratterizzata da profondi rivolgimenti politici e sociali: la Rivoluzione francese (1789), quella giacobina (1797), il dominio napoleonico con le sue diverse denominazioni e infine, dal 1814, quello austriaco.

La politica di Lodovico Pavoni, ordinato Prete il 21 febbraio del 1807, fu sempre solo la politica dell'amore. Rinunciando a facili prospettive di carriera ecclesiastica, cui sembrava avviato quando il Vescovo Mons. Gabrio Maria Nava lo volle suo Segretario (1812), seppe donarsi con generosa creatività a chi più ne aveva bisogno: i giovani e fra essi i più poveri. Per loro ("pei poverelli") aprì il suo Oratorio (1812). Al tempo stesso, si consacrava, come rimarcherà il Vescovo, "in sussidio dei Parrochi ad istruire, catechizzare con Omelie, con Catechismi, con esercizi segnatamente la gioventù e specialmente la poveraglia che ne ha maggior bisogno, con specchiato vantaggio". Il 16 marzo 1818 è nominato Canonico della cattedrale e gli viene affidata la rettoria della basilica di San Barnaba.

Accortosi, intanto, che non pochi oratoriani, soprattutto i più poveri, venivano meno nell'impegno e deviavano dal buon sentiero, quando dovevano inserirsi nel mondo del lavoro, che purtroppo non garantiva un sano ambiente morale e cristiano, Lodovico Pavoni decise di fondare "un benefico privato Istituto, o Collegio d'Arti, ove almeno gli orfani, o trascurati dai propri genitori venissero raccolti, gratuitamente mantenuti, cristianamente educati, e fatti abili al disimpegno di qualche arte, al fine di formarli insieme cari alla religione, ed utili alla società, ed allo Stato". Nasce così, nel 1821, l'Istituto di San Barnaba.

Fra le arti, la più importante fu la Tipografia, voluta dal Pavoni come "Scuola Tipografica", che si può considerare la prima Scuola grafica d'Italia e che ben presto divenne una vera Casa editrice. Con il passare degli anni si moltiplicarono le professioni insegnate a San Barnaba: nel 1831 il Pavoni elenca otto officine esistenti: Tipografia e Calcografia, Legatoria di libri, Cartoleria, Argentieri, Fabbri ferrai, Falegnami, Tornitori, Calzolai.

L'Istituto di San Barnaba riuniva per la prima volta l'aspetto educativo, quello assistenziale e il professionale, ma la fisionomia più profonda, "l'idea caratteristica" del nuovo Istituto era che "i figliuoli poveri, abbandonati dai genitori e più prossimi parenti, vi trovassero tutto ciò che hanno perduto... non solamente... un pane, un vestito ed una educazione nelle lettere e nelle arti, ma il padre e la madre, la famiglia, di cui la sventura li ha privati, e col padre, la madre, la famiglia tutto ciò che un povero poteva ricevere e godere".

Durante il colera del 1836, "con semplice invito Municipale, e senza speranza di sovvenimento di spesa, vennero benignamente accolti nel Pio Ricovero, ivi alimentati, ed educati con vero e paterno amore... molti, e molti fanciulli ancora inutili". Così si legge negli atti della seduta straordinaria del 21 agosto 1841 del Municipio di Brescia.

Il Pavoni pensò anche ai contadini e progettò una Scuola Agricola, acquistando l’ex Convento francescano di Saiano in Franciacorta; nel 1841, poi, accolse nell'Istituto i Sordomuti, che predilesse.

Il 3 giugno 1844 veniva insignito dall'Imperatore del Cavalierato della Corona ferrea.

A sostegno e per la continuità dell'Istituto, Lodovico Pavoni andava coltivando da tempo il pensiero di formare con i suoi giovani più fervorosi "una regolare Congregazione, che stretta coi vincoli della Cristiana Carità, e sul fondamento basata delle Evangeliche virtù, interamente si consacri al ricovero, ed alla coltura dei trascurati pupilli, e si disponga a dilatare gratuitamente le sue cure anche a favore delle tanto commendabili Case d'industria, che talvolta per mancanza di saggi Maestri nelle arti sentono pregiudizio, ed aggravio": così già nel 1825 scriveva all'Imperatore d’Austria Francesco I, in visita a Brescia.

Ottenuta la lode dello scopo della Congregazione, con decreto del 31 marzo 1843 da parte del Papa Gregorio XVI, giunse finalmente l'approvazione imperiale del 9 dicembre 1846.

Mons. Luchi, Vicario Generale Capitolare, usando la facoltà compartitagli dalla Santa Sede, l'11 agosto 1847 erige canonicamente la Congregazione dei Figli di Maria. Dopo aver dato formalmente il 29 novembre le dimissioni dal Capitolo della Cattedrale, l'8 dicembre, solennità dell'Immacolata, Lodovico Pavoni emette la sua professione religiosa, insieme con i primi fratelli della Congregazione, che nasce in quel giorno.

Circa la fisionomia della nuova famiglia religiosa, i contemporanei ne riconobbero unanimemente la novità e l'originalità, dovendo essa comporsi di Religiosi Sacerdoti per la direzione spirituale, disciplinare e amministrativa dell'opera e di Religiosi Laici per la conduzione delle officine e per l'educazione dei giovani. Appare così la nuova figura del religioso lavoratore ed educatore: il fratello coadiutore pavoniano, inserito direttamente nella missione specifica della Congregazione, con parità di diritti e di doveri dei Sacerdoti.

Il giorno dopo lo scoppio delle Dieci Giornate, il sabato 24 marzo 1849, Lodovico Pavoni, sotto una pioggia battente, accompagnava i suoi ragazzi al convento di Saiano, a dodici chilometri da Brescia, per metterli in salvo dal saccheggio e dagli incendi causati dalla rivolta, che proprio alla piazzetta di San Barnaba aveva eretto una delle barricate. Già compromesso nella salute, il 26 marzo si aggrava e all'alba del 1° aprile 1849, ultima delle Dieci Giornate e Domenica delle Palme, muore.

Il 5 giugno 1947 Pio XII emanò il decreto sulla eroicità delle virtù, in cui Lodovico Pavoni è definito "un altro Filippo Neri... precursore di S. Giovanni Bosco... perfetto imitatore di S. Giuseppe Cottolengo". Da allora è stato chiamato Venerabile per 55 anni.

Il 14 aprile 2002 è avvenuta la cerimonia della sua beatificazione in Piazza San Pietro, da parte di Papa Giovanni Paolo II. Proprio in quell’occasione il Papa ha fissato anche la data del 28 maggio per ricordare il nuovo Beato nel calendario liturgico della Chiesa Bresciana e della Congregazione pavoniana. La data del 28 maggio è legata al giorno della traslazione della sua tomba nella Chiesa di S. Maria Immacolata in Brescia, avvenuta nel 1931.

Il Beato Lodovico Pavoni è stato poi proclamato Santo da Papa Francesco il 16 ottobre 2016, nel corso dell’Anno santo della Misericordia. 

Lodovico Pavoni è stato un santo educatore e un santo sociale. La sua opera si può sintetizzare nei seguenti sette aspetti:

  • 1° È stato promotore dell’oratorio in tempi difficili.

  • 2°. È stato un esponente del metodo educativo preventivo, che dopo di lui don Bosco svilupperà, fondato sui tre cardini dell’amore, della ragione e della religione.

  • 3°. È stato un precursore della formazione professionale; ha dato inizio in Italia all’educazione attraverso il lavoro.

  • 4°. È stato un pioniere nell’opera editoriale. È il primo santo della storia che, attraverso la scuola grafica, ha diffuso testi per la diffusione di una cultura sana e cristianamente ispirata.

  • 5°. È stato anticipatore di elementi della dottrina sociale della Chiesa (ha avviato per i suoi dipendenti il salario familiare, l’assistenza nella malattia, l’aiuto nella vecchiaia).

  • 6°. È stato un apostolo dei sordomuti, che ha accolto ed educato accanto agli altri ragazzi.

  • 7°. È stato l’ideatore della nuova figura del religioso laico, figura nuova in quanto ha la missione di stare accanto ai ragazzi come educatore e come formatore professionale, e non semplicemente con una funzione di supporto generico, come avveniva in passato nella vita religiosa.

Ancora oggi la Congregazione dei Figli di Maria Immacolata – Pavoniani estende il carisma educativo del proprio Fondatore, san Lodovico Pavoni, adattato alle esigenze dei tempi nuovi, non soltanto in Italia, ma anche in Spagna, in America Latina (Brasile, Colombia, Messico), in Africa (Eritrea e Burkina Faso) e in Asia (Filippine).

 

San Lodovico Pavoni può essere conosciuto e invocato come protettore degli educatori, come patrono degli oratori e delle scuole professionali, come apostolo dei sordomuti e come padre e amico dei giovani.