Il logo

Il logo della Fondazione Pio Istituto Pavoni nasce dalla penna dell'Architetto Gigi Bellometti che ce lo ha donato.

La mano

Le mani, danzando nell'aria, sono in grado di esprimere pensieri e parole. Per molti non udenti, la Lingua dei Segni è la Voce attraverso la quale entrare in contatto con il mondo che li circonda.

L'occhio

I sordi ascoltano con gli occhi. La vista è il ponte che collega le persone non udenti agli altri.

Con gli occhi, si leggono le labbra e si decodificano i segni.

Il cuore

Il cuore è la solidarietà, valore universale al quale la Fondazione Pio Istituto Pavoni si deve sempre ispirare. Il cuore è il simbolo dell'amore e della disponibilità che ognuno di noi vorrà mettere a dispositions dei sordi.

 

  

 

L’ARTISTA

GIGI BELLOMETTI

Architetto, giornalista, esperto di grafica e fotografia, ha realizzato numerosi lavori fotografici sui temi dell’architettura, della realtà industriale e degli aspetti sociali: “Cattedrali del lavoro. Opifici nel paesaggio industriale bresciano”; “Santuari del viandante. Santelle e religiosità popolare”; “Baluardi di pietra. Castelli, rocche fortezze”; “Elogio della fatica. La ricostruzione edilizia post-bellica nel bresciano”; “Nuove presenze. Migranti nel territorio bresciano”.

 

Il logo della Fondazione Pio Istituto Pavoni nasce dalla penna dell'Architetto Gigi Bellometti che ce lo ha donato.

La mano

Le mani, danzando nell'aria, sono in grado di esprimere pensieri e parole. Per molti non udenti, la Lingua dei Segni è la Voce attraverso la quale entrare in contatto con il mondo che li circonda.

L'occhio

I sordi ascoltano con gli occhi. La vista è il ponte che collega le persone non udenti agli altri.

Con gli occhi, si leggono le labbra e si decodificano i segni.

Il cuore

Il cuore è la solidarietà, valore universale al quale la Fondazione Pio Istituto Pavoni si deve sempre ispirare. Il cuore è il simbolo dell'amore e della disponibilità che ognuno di noi vorrà mettere a dispositions dei sordi.

 

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L’ARTISTA

GIGI BELLOMETTI

Architetto, giornalista, esperto di grafica e fotografia, ha realizzato numerosi lavori fotografici sui temi dell’architettura, della realtà industriale e degli aspetti sociali: “Cattedrali del lavoro. Opifici nel paesaggio industriale bresciano”; “Santuari del viandante. Santelle e religiosità popolare”; “Baluardi di pietra. Castelli, rocche fortezze”; “Elogio della fatica. La ricostruzione edilizia post-bellica nel bresciano”; “Nuove presenze. Migranti nel territorio bresciano”.